Negli ultimi anni, i cementi bioceramici a base dicalcio-silicati hanno assunto un ruolo sempre più rilevante in endodonzia grazie alla loro idrofilia, alla stabilità dimensionale e alla capacità di interagire biologicamente con la dentina. Queste caratteristiche favoriscono un sigillo tridimensionale efficace anche in presenza di anatomie complesse, riassorbimenti interni o sistemi canalari accessori, consentendo un approccio clinico semplificato e conservativo.
In questo contesto, la documentazione clinica rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere il reale potenziale di questi materiali. L’analisi di casi trattati e seguiti nel tempo consente infatti di valutare non solo l’efficacia immediata del sigillo endodontico, ma anche la risposta biologica dei tessuti periapicali e la stabilità del risultato nel medio-lungo termine. I due casi clinici presentati di seguito illustrano come l’impiego dei cementi bioceramici possa offrire soluzioni predicibili anche in situazioni complesse, caratterizzate da alterazioni anatomiche e condizioni patologiche avanzate.
Caso clinico 1. Incisivo laterale con lesione periapicale e ampio riassorbimento interno del terzo apicale. Dopo il trattamento endodontico, l’otturazione canalare ha consentito un completo riempimento dello spazio patologico e del sistema canalare. La radiografia di controllo a 3 anni evidenzia la completa risoluzione della patologia periapicale (Chiara Pirani).