Strumenti reciprocanti Excalibur PRO® in endodonzia: approccio clinico e gestione del sistema canalare
- settembre 15 2026
- Dott. Giovanni Tafuri
Dalla sagomatura al restauro, un protocollo completo.
Il successo della terapia endodontica richiede una preparazione canalare efficace e, al contempo, la preservazione della struttura dentale residua. La cinematica reciprocante nasce con l’obiettivo di ridurre carichi torsionali e fatica ciclica sugli strumenti, migliorando la sicurezza operativa e mantenendo il centraggio canalare1.
Studi comparativi hanno documentato una maggiore resistenza alla fatica e una riduzione del rischio di frattura rispetto ai sistemi a rotazione continua, con minore rimozione di dentina non necessaria2,3.
Il sistema Excalibur PRO® (Zarc) rappresenta l’evoluzione di questo approccio conservativo. Grazie all’avanzato trattamento termico della lega e a una conicità controllata (5%), lo strumento permette di detergere efficacemente lo spazio endodontico rispettando l’anatomia originale. In elementi dentari con integrità strutturale già compromessa, l’adozione di un protocollo minimamente invasivo con Excalibur PRO® facilita un miglior restauro post-endodontico: la riduzione dell’asportazione di dentina non necessaria ottimizza la prognosi biomeccanica del dente, facilitando una ricostruzione post-endodontica più duratura e resistente ai carichi masticatori.
A differenza dei sistemi tradizionali, Excalibur PRO® implementa un’avanzata tecnologia di nanocoating sulla superficie dello strumento. Questo rivestimento incrementa la durezza superficiale e la resistenza all’usura, riducendo drasticamente la fatica ciclica e il rischio di frattura strumentale. Al contempo, il trattamento termico DualWire e la tecnologia Nanocoating garantiscono un’efficienza di taglio superiore e flessibilità: lo strumento scivola agevolmente attraverso il canale preservando il controllo e la precisione. Grazie alla nuova e più efficiente geometria della punta, Excalibur PRO® massimizza la capacità di taglio e migliora la penetrazione, assicurando prestazioni elevate in diverse situazioni cliniche.
Il Caso Clinico
Una paziente riferiva dolore alla masticazione su molare posteriore (3.6) con un vecchio restauro parziale in amalgama. La radiografia non evidenziava alterazioni a livello periapicale. È stata posta diagnosi di cracked tooth syndrome (CTS), con pulpite irreversibile. Dopo l’isolamento con diga di gomma (Nictone, MDC® Dental), è stato eseguito un accesso endodontico, prestando attenzione ad evidenziare eventuali microcrack al di sotto del restauro rimosso.
La linea di frattura risultava confinata alla corona. Lo scouting è stato effettuato con strumenti manuali K-file 10 (Zarc4Endo); successivamente, il glide path è stato eseguito con Excalibur Glider PRO®, grazie alla lega in Ni-ti del glider è stata ottenuta una progressione controllata con minor rischio di formazione di blocchi o false strade.
Il dente presentava una confluenza a livello del canale ML e MB, come evidenziato dalla radiografia periapicale eseguita con K-file e confermata dalla prova del cono in guttaperca.
La sagomatura è stata eseguita con Excalibur PRO® E35 in reciprocazione (CCW 150°; CW 30°;
500 rpm, Torque 4 Ncm). Il protocollo di irrigazione prevedeva ipoclorito di sodio 5,25% (N5 G-Clor, Simit Next) e successiva applicazione di EDTA al 17% (Produits Dentaires), utilizzando aghi endodontici a doppia uscita calibrati da 30 G Z-Rinse (Zarc4Endo).
Attivazione ultrasonica degli irriganti con l’ausilio del manipolo Actor I Pro (Bondent) e dei puntali flessibili Irriflex (Produits Dentaires) per garantire una corretta irrigazione anche a livello apicale.
L’otturazione canalare è stata eseguita con cono di guttaperca dedicato Excalibur PRO® e cemento bioceramico NeoSealer Flo (Avalon Biomed), sfruttandone le proprietà bioattive e la capacità di sigillo tridimensionale.
La fase di ricostruzione coronale è stata eseguita mediante la tecnica del build-up, utilizzando un composito fluido rinforzato con fibre di vetro corte (EverXflow, GC). Questa scelta è stata dettata dalla necessità di incrementare la tenacità alla frattura del nucleo dentinale, simulando il comportamento meccanico della dentina naturale. Completata la fase di preparazione, è stata acquisita un’impronta ottica di precisione tramite scanner intraorale (i700, Medit). È stato quindi progettato un overlay in composito a ricopertura cuspidale per migliorare la prognosi a lungo termine in caso di cracked tooth syndrome. Il restauro è stato finalizzato mediante cementazione adesiva. Dopo la rimozione degli eccessi di cemento sono stati eseguiti i controlli occlusali.
Radiografia dopo la preparazione e build up e dopo controllo a 6 mesi, il dente risulta stabile clinicamente e asintomatico. Grazie alla conicità del 5%, al nuovo trattamento dual wire e ad un design della punta che migliora le capacità di taglio, Excalibur PRO risulta versatile e adatto ad ogni tipo di utilizzo e indicazione clinica.
Nel caso presentato, gli strumenti reciprocanti Excalibur PRO® hanno consentito una sagomatura efficace con una ridotta rimozione di dentina.
La reciprocazione infatti limita torsione e fatica ciclica, riducendo il rischio di separazione dello strumento, migliorando la rimozione di detriti1,2,7.
Questo approccio risulta particolarmente rilevante nei denti compromessi, in cui la resistenza residua dipende dalla quantità di struttura preservata e dal corretto workflow del restauro.
L’impiego di un cemento bioceramico (Neosealer Flo, Avalon Biomed) ha contribuito ad un sigillo apicale stabile, mentre l’overlay adesivo ha permesso una distribuzione controllata degli stress, riducendo il rischio di propagazione dei crack. I risultati osservati sono coerenti con quanto riportato da studi che evidenziano la validità dei sistemi reciprocanti e delle strategie restaurative conservative nei denti compromessi.
Tuttavia, trattandosi di un case report, i dati devono essere interpretati con cautela e confermati da studi prospettici.
Conclusioni
L’impiego di Excalibur PRO®, integrato con un corretto protocollo di irrigazione, cementi bioceramici e un restauro indiretto adesivo, rappresenta la strategia clinicamente adeguata nella gestione di denti compromessi come nella cracked tooth syndrome (CTS).
Il follow-up a 6 mesi evidenzia stabilità clinica e funzionale; sono tuttavia necessari ulteriori studi per confermare l’efficacia nel lungo periodo.
Bibliografia
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